Ipnoterapia, Tecniche di Rilassamento, Visualizzazione guidata e EMDR
Ipnoterapia, Tecniche di Rilassamento, Visualizzazione guidata e EMDR

                  Disturbi d'ansia e Ipnoterapia

L’inconscio risponde sempre. La trance è un mezzo naturale utile per un nuovo modo di apprendere, aiuta a depotenziare vecchi programmi e dà modo di imparare qualcosa di nuovo (Rossi, 1980). 

 

La trance è un evento comune nel quotidiano, il soggetto s’immerge in un’attività e si ritira da tutti gli altri stimoli irrilevanti.

 

Neurofisiologicamente si è aiutati a entrare in trance e a mantenere il proprio benessere psicofisico. I ritmi naturali del cervello permettono di provare la modifica dello stato di coscienza e di mettersi a contatto con le proprie risorse inconsce.

 

Nei disturbi d’ansia, a causa di pensieri disfunzionali, il soggetto può trovarsi come intrappolato nelle proprie percezioni e fantasie; ciò potrebbe farlo sentire come in una situazione senza vie di uscita.

 

La persona può essere incapace di usare le proprie facoltà naturali, provando angoscia e ansia in assenza di una reale minaccia esterna e può nutrire deliranti convinzioni di inettitudine a fronte di specifiche situazioni.

 

La percezione del pericolo attraverso l’irruzione di pensieri automatici focalizza l’attenzione del soggetto su contenuti minacciosi, lo dissocia da ogni altro stimolo, può alterare l’intensità delle sue percezioni facendolo diventare assai sensibile a qualsiasi variazione che possa anche solo assomigliare a una minaccia.

 

Molte volte un pensiero è così rapido che l’individuo è consapevole solo dell’ansia che ha generato. Bisogna “scoprire”, riportare alla coscienza i contenuti che hanno preceduto l’ansia e aiutare il soggetto a essere più efficace e calibrare correttamente le proprie reazioni.

 

Con l’ipnoterapia il paziente è aiutato a rivivere la situazione di disagio nella “neutralità”[1] dell’ipnosi recuperando ogni dettaglio, ogni pensiero, immagine e sensazione in modo da arrivare gradualmente a “riassociare e riorganizzare la propria complessità psicologica interiore e di utilizzare al meglio, nella vita quotidiana, le proprie capacità personali” (Nardone et al., 2006).

 

L’ipnosi può essere utile sia per calmare l’ansia eccessiva con tecniche di rilassamento, sia per rivelare le paure e le fantasie sottostanti attraverso l’uso di metodi di ipnoanalisi (Crasilneck et Hall, 1975).

 

In qualche caso si potrebbe anche arrivare a utilizzare tecniche di pseudo - orientamento temporale. Fra queste, sembra di particolare rilievo quella della proiezione nel futuro. Una tecnica che elicita le fantasie inconsce[2] del paziente , raffigurando varie situazioni e fasi della sua vita futura in modo da fargli credere di poter realizzare qualcosa di benefico per se stesso. Ne consegue allora un nuovo orientamento psicologico con una forza trainante[3] , che è in grado di produrre una nuova organizzazione di pensieri e di progetti (Halley, 1967).

 

In conclusione, sappiamo che il compito principale del terapeuta è accrescere nel paziente la conoscenza, il rispetto di sé e cambiare quindi il suo comportamento in uno più adatto . In questo l’ipnosi può spesso giocare un ruolo fondamentale, di grande efficacia.

 


[1] Zeig, 2006.

[2] Le fantasie inconsce non sono realizzazioni complete in se stesse e non sono staccate dalla realtà. Esprimono desideri e vere intenzioni. Sono fantasie che si armonizzano con la comprensione dei fini realmente conseguibili (Halley, 1967.

[3] Immaginare un futuro può essere l’inizio di un’azione, e un’azione, una volta iniziata, tende a continuare (Halley, 1967).

 

   Autore: Dott.ssa Michelle Da Costa​

 

Bibliografia

Crasilneck, H.B., Hall, J.A. (1975), Ipnosi clinica. Principi e applicazioni. Astrolabio-Ubaldini, Roma 1977.

Haley, J. (a cura di) (1967). Le nuove vie dell’ipnosi. Induzione della trance, ricerca sperimentale, tecniche di psicoterapia. Astrolabio-Ubaldini, Roma 1978.

Nardone, G. et al. (2006), Ipnosi e terapie ipnotiche. Misteri svelati e miti sfatati. Adriano Salani, Milano 2012.

Rossi, E.L. (a cura di) (1980), Opere. Volume I. La natura dell’ipnosi e della suggestione, Astrolabio-Ubaldini, Roma 1982.

Zeig, J. (2006), Induzione ipnotica in Nardone, G. et al., Ipnosi e terapie ipnotiche. Misteri svelati e miti sfatati. Adriano Salani, Milano, 2012.

Neuroni Specchio e Terapia Ipnotica

L’ipnosi è un insieme di fenomeni specifici e naturali della mente caratterizzato da modificazioni a vari livelli di intensità delle percezioni e della coscienza[1]. Lo stato di coscienza è alterato, l’attenzione del soggetto è focalizzata e rivolta verso l’interno[2].

 

Il soggetto può sia manifestare un’apparente consapevolezza degli elementi della realtà e di stimoli che non sono pertinenti al proprio stato di trance (stato alterato) sia accedere più facilmente alle proprie risorse, emozioni e sentimenti inaspettati e inconsci,  e così potenziare od apprendere altri schemi di riferimento[3].

 

Oggi le neuroscienze documentano l’attività dei neuroni specchio nel cervello umano come un meccanismo con cui sperimentiamo empatia e riconosciamo le intenzioni degli altri osservando il loro comportamento e automaticamente corrispondendo la loro attività cerebrale. Tale ricerca sulla base neurale dell’empatia sembra essere coerente con la letteratura e ricerca sull’induzione ipnotica, rapport e molti dei fenomeni classici di suggestione[4].

 

La trance è ottenuta in modo completamente spontaneo o guidata/suggerita da qualcuno, comunque in modo naturale, senza artifici particolari[5]. Nelle esperienze di induzione su paziente diventa centrale la presenza del rapport, cioè una particolare e selettiva relazione bilaterale basata sulla fiducia, rispetto e partecipazione reciproca[6]. L’operatore non deve fare altro che offrire stimoli e suggestioni per esortare un comportamento responsivo basato sulle esperienze del soggetto stesso.

 

Homunculus (figura 1) sensoriale e motorio è attivato in una serie di “zone rapport” durante i processi ideosensori e ideomotori dell’ipnosi terapeutica. I neuroni specchio pre-motori coinvolti nell’empatia e nella comprensione delle intenzioni altrui sono ora postulati come attivati in “zone rapport” generando l’espressione genica e la plasticità cerebrale attraverso i processi ideodinamici di guarigione mente-corpo durante gli approcci di attività-dipendente in ipnosi terapeutica[7].

 

Di solito l’ipnosi facilita la reazione alle suggestioni, anche a quelle più lievi e, a volte partendo da stimoli/racconti offerti dall’operatore, attiva una intensa ricerca di significati profondi legati alla propria esperienza.

E’ attraverso l’attivazione delle zone rapport, oltre a all’induzione della trance, che l’ipnotista mantiene la capacità di suscitare ulteriori fenomeni ipnotici con suggestioni di levitazione della mano, pesantezza del braccio, anestesia del dito, allucinazioni, distorsione temporale, regressione d’età, corpo-mente rilassati, ecc[8]

 

In questo stato è possibile ricevere stimoli a vari livelli di profondità e aver facilità di accesso alla ricchezza di conoscenze, storie e saggezze interiori, per sbloccare energie represse. Da qui poi si può  stimolare e integrare la propria crescita personale operando cambiamenti positivi duraturi.

 

Il meccanismo di simulazione dei propri e altrui stati mentali è concepito come un meccanismo funzionale non cosciente, pre-riflettente degli agenti ed eventi e può essere attivato durante le interazioni con gli altri[9]. Il funzionamento del sistema specchio nel riconoscimento delle intenzioni degli altri come un’operazione automatica ricorda fortemente l’analogo uso di automaticità, automatismi, involontarietà, dissociazione e inconscio come concetti esplicativi nella letteratura storica e attuale di ipnosi[10].

 

          Autore: Dott.ssa Michelle Da Costa​

 


[1] Nardone, G. et al. (2006), Ipnosi e terapie ipnotiche. Misteri svelati e miti sfatati. Adriano Salani, Milano 2012.

[2] Loriedo, C. (2006), Ipnosi indiretta: tecniche e strategie in Nardone, G. et al., Ipnosi e terapie ipnotiche. Misteri svelati e miti sfatati. Adriano Salani, Milano, 2012.

[3] Haley, 1967; Rossi, 1980. Haley, J. (a cura di) (1967). Le nuove vie dell’ipnosi. Induzione della trance, ricerca sperimentale, tecniche di psicoterapia. Astrolabio-Ubaldini, Roma 1978. Rossi E.L. (a cura di) (1980), Opere. Volume I. La natura dell’ipnosi e della suggestione, Astrolabio-Ubaldini, Roma 1982.

[4] Rossi E. L., Rossi K. L., (2006). The neuroscience of observing consciousness e mirror neurons in therapeutic hypnosis, in American journal of clinical hypnosis, n. 48, pp 263-278.

[5] Nardone et al., 2006.

[6] Loriedo, 2006.

[7]Rossi, Rossi, 2006.

[8] Ibidem

[9] Gallese V. (2014). Bodily selves in relation: embodied simulation as second-person perspective on intersubjectivity, in Philosophical transactions of the royal society B, n369, pp 2-10.

[10] Rossi, Rossi, 2006.

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